ITA A proposito di Jazz, Daniela Floris (sept.2011)

Dalla fantasia compositiva “scardinante” di Gabrio Baldacci (bariton guitar, bass, loops, efx) nasce questo cd visionario, piacevolmente illogico e persino un po’ ipnotico, sempre che si sia naturalmente nel mood giusto e rilassato per godersi un po’ di entropica ed atonale improvvisazione. Nell’illogicità infatti la logica è proprio quella della sperimentazione e della ricerca, dunque potremmo descrivere “Intollerant” come una serie di negazioni: no alla melodia, intesa come un susseguirsi di suoni che hanno un senso solo relativamente uno all’altro secondo uno schema “colto”; no alla strutturazione ritmica, no ad un’armonia predefinita e riconoscibile. Ma anche come una serie di affermazioni: si alla ricerca timbrica e sonora, si ad un susseguirsi di suoni che abbiano un senso nuovo, ruvidamente espressivo, quasi “onomatopeico” di sentimenti emotivi che non raccontano ma rumorosamente emergono in tutta la loro ruvida e stridente inquietudine. Se l’“Intollerante” vive perennemente con uno stato d’animo di sdegnato fastidio che prende piede dalla propria percezione della realtà intorno a sè (e che percepisce intollerabilmente diversa da sè), quello stato d’animo è reso alla perfezione dalla contingenza impellente dell’improvvisare sfidandosi all’ultima nota. Anzi… non sfidandosi. Piuttosto stimolando la reattività reciproca in un crescendo in cui non ha neanche senso notare che il clarinetto basso di Beppe Scardino fa le veci dell’assente contrabbasso, o che il sax alto di Tim Berne grida ma anche implode, o che Gabrio Baldacci stesso è ben presente e rilevabile anche negli unisoni con il sax, e ci sono momenti in cui la batteria di Daniele Paoletti – nonostante sia completamente libera – sembra essere l’unica ad avere un effetto “strutturale” in quell’entropico divenire. Dall’improvvisazione libera collettiva di “Bren Corner” al più placido e sospeso “Book B” l’effetto è (se si è in vena) dirompente e coinvolgente.