ITA A proposito di jazz, Gerlando Gatto (dec.2009)

Credo che un progetto così strambo ma allo stesso tempo affascinante ed ambizioso poteva venire in mente solo ad un grande pianista quale Stefano Battaglia e ad un produttore competente ed entusiasta come Marco Valente: trarre ispirazione dai Mikrokosmos di Bela Bartok per giungere a forme espressive di chiara impronta jazzistica. L’album nasce dall’esperienza di Battaglia come “insegnante” nel laboratorio di Siena Jazz, un insegnante del tutto speciale dal momento che la sua “dottrina” si sostanzia nell’improvvisare assieme ai suoi allievi su un certo tema o prendendo spunto da un’idea come il caso in questione. Accanto a Stefano Battaglia troviamo un trio torinese di belle speranze, i “3Quietmen” vale a dire Ramon Moro tromba e flicorno, Federico Marchesano basso, Dario Bruna batteria e percussioni. I tre propongono un tipo di musica che ad un primo ascolto sembra agli antidoti rispetto a quella di Battaglia: rumori elettrici, effetti stranianti, un dialogo assolutamente paritario fra i tre producono un flusso sonoro che molto gioca sulle dinamiche, provocando alle volte una sensazione di caos però solo apparente. Il filo del discorso è saldamente in mano ai musicisti che , in un dialogo senza rete, passano la palla a Stefano il quale la prende e ci gioca a modo suo, con grande sagacia, divertendosi ad improvvisare e dimostrando, con i fatti, come due mondi in apparenza incomunicabili riescano viceversa ad intendersi alla perfezione: basta essere grandi artisti.