ITA A proposito di Jazz, Gerlando Gatto (dec.2011)

Personalità poliedrica questo Giovanni Francesca nel cui curriculum figurano collaborazioni con Albano e Mino Reitano da un canto, con Antonello Salis, Maria Pia De Vito e Javier Girotto dall’altro. Insomma un chitarrista che conosce bene sia il pop sia il jazz e questo album ne è la piena conferma. Alla testa di un quartetto completato da Raffaele Tiseo al violino, Marco Bardoscia al contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria presenta dieci brani tutti scritti da lui, accomunati da alcune caratteristiche: innanzitutto la ricerca di una linea melodica comunque mai banale, in secondo luogo la capacità di coniugare il rock con il jazz e con gli archi, in terzo luogo una sapiente orchestrazione e una vivida capacità di arrangiamento che consente una perfetta coabitazione di scrittura e improvvisazione. Non è certo un caso che il violino di Raffaele Tiso, più avvezzo a situazioni cameristiche, si sposi tuttavia al meglio con l’atmosfera creata da Francesca contribuendo, anzi, in modo determinante a strutturarne il sound. Così come ben equilibrato appare l’apporto dei multi musicisti ospiti, dal trombettista Luca Aquino (sempre eccellenti i suoi assolo) al trombonista Alessandro Tedesco, dal violoncellista Cristiano Della Corte al pianista Antonello Rapuano, dai due bassisti elettrici Davide Costagliola e Dario Miranda al batterista Stefano Costanzo. Per quanto concerne il repertorio, c’è da sottolineare come l’unica composizione che si stacchi dalle altre sia “Possiamo andare” per un andamento e un sound piuttosto scuri mentre quelle che mi hanno convinto di più sono “Iter” e “Quarto Miglio” sia per la struttura melodica sia per quella ritmica.