ITA A proposito di Jazz, Gerlando Gatto (dec.2011)

Nel mondo del jazz è in atto una tendenza a rivisitare il repertorio dei grandi gruppi pop – rock ed ovviamente i più si sono indirizzati verso i nomi internazionali quali Pink Floyd o i Beatles.. tanto per fare qualche esempio. Invece il trio “Barber Mouse” (al secolo Fabrizio Rat al pianoforte, Stefano Risso al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria) ha scelto una via diversa rivolgendosi alle canzoni dei Subsonica una delle band italiane più interessanti degli ultimi periodi, da cui ha preso in prestito – se mi consentite l’espressione – il vocalist Samuel Romano alle prese con il mondo dell’avanguardia, finora poco praticato. In realtà i pezzi dei Subsonica sono solo un pretesto ché i quattro abbandonano ben presto la via maestra per lanciarsi in una serie di improvvisazioni senza rete a cominciare dal sound. Vengono così usati strumenti acustici, cui è stata aggiunta una gran quantità di oggetti da bricolage con il risultato di produrre un suono profondamente alterato, tanto che alle volte si ha la netta sensazione di ascoltare strumenti non acustici. Ma è tutta l’atmosfera dell’album che risulta, specie all’inizio, profondamente straniante. Così l’album si apre con un “Colpo di pistola” profondamente rivisitato per acquisire quota e spessore con il passare dei minuti tanto che già al terzo brano – “Incantevole” – l’ascolto è più partecipato grazie soprattutto alla splendida versione di Fabrizio Rat. Stefano Risso è in bella evidenza in “Non identificato” di cui disegna le linee guida. In “Come se” Samuel Romano da prova sia delle sue straordinarie capacità interpretative sia della sua versatilità mentre con “Strade” si torna alla prevalenza della melodia.