ITA A proposito di Jazz, Gerlando Gatto (jul.2011)

Ecco un album dal sapore nuovo ed interessante. Protagonisti cinque eccellenti musicisti: Walter Beltrami alla chitarra, l’onnipresente Francesco Bearzatti sax tenore e clarinetto, Vincent Courtois al violoncello, Stomu Takeishi al basso elettrico e Jim Black alla batteria. Già dall’organico si capisce come il gruppo abbia una sua propria identità caratterizzata da un canto dal basso elettrico dall’altro dalla inusuale presenza del violoncello cui si aggiungono una precisa scansione del ritmo da parte della batteria e , a volte, una intensa sonorità rock. Il tutto cucito dagli strumenti leaders vale a dire chitarra e fiati. Ma tutto ciò non sarebbe stato di per sé sufficiente a produrre un buon disco: ci voleva, anche, un eccellente materiale tematico e questo è fornito interamente dallo stesso Beltrami che firma ben otto (su nove) dei brani presenti nel CD confermando, con ciò, una felice vena compositiva dal sapore chiaramente sperimentale, seppur lontana da certe inutili assurdità che ogni tanto ci vengono propinate. In effetti queste musiche hanno una storia particolare dal momento che, come spiega lo stesso autore, sono state scritte in un periodo in cui Walter era affetto da un disturbo all’orecchio interno, per l’appunto il Benign Paroxysmal Postural Vertigo da cui il titolo del disco. E l’intento era quello di descrivere, in musica, gli effetti di tale disurbo caratterizzato dalla repentina comparsa e altrettanto repentina scomparsa di tutta una serie di sintomi tra cui vertigini e particolari visioni. Comunque al di là degli intendimenti, Beltrami scrive davvero bene, con un bel senso della costruzione sempre tesa all’equilibrio ta musica scritta ed improvvisata, assecondando, in ciò, le naturali inclinazioni dei partners. Così tutti trovano i loro spazi, fino ad arrivare all’improvvisazione collettiva di “Unexpected Visit” che evidenzia in modo assai chiaro la perfetta intesa creatasi tra i musicisti in sala d’incisione. In evidenza, oltre al chitarrista leader, il violoncello di Courtois soprattutto quando duetta con il sempre valido e creativo Bearzatti e il batterista Jim Black, preciso e trascinante senza soluzione di continuità.