ITA alfabeta2.it, Paolo Carradori (apr.2018)

Per chi ha seguito e segue il luminoso cammino progettuale di Franco D’Andrea, la figura di Andrea Ayace Ayassot, presente dagli anni Ottanta nelle varie formazioni del pianista meranese, assume i caratteri della fascinazione sia sul piano visuale che sonoro. Defilato, ascetico, misterioso, apparentemente più filosofo che sassofonista, le sue ance offrono sempre sorprese percorrendo percorsi obliqui, sognanti, fuori da ogni classificazione stilistica. Lo conferma ampiamente questo lavoro con il trio Quilibrì su sue composizioni (eccetto un omaggio a D’Andrea). La scelta di usare solo il soprano garantisce uniformità sonora, come un’avvincente voce narrante Ayassot ci racconta storie, personaggi e paesaggi dai sapori latini ma anche orientali. È come sfogliare un coloratissimo libro di favole, ogni pagina di “Note Dei Tempi” possiede un proprio ambiente che può essere melodico, poetico, distorto e inquieto in un micro-teatro di grande coerenza estetica dove la scrittura non risulta mai rigida ma sempre aperta ad escursioni libere. Il magico equilibrio delle undici brevi tracce è garantito dall’eleganza espressiva della chitarra classica di Degani, come dalla ricchezza ritmico-coloristica delle percussioni di Riaudo. Ma alla fine dell’ascolto la sensazione piacevole è che un alone di mistero aleggi ancora intorno al sassofonista.