ITA alfabeta2.it, Paolo Carradori (feb.2018)

La fascinazione verso la letteratura Simone Graziano non l’ha mai nascosta, già in “Frontal” (Auand 2015) ringraziava la zia per averlo avvicinato a Pratolini. Con “Snailspace” il pianista allarga il panorama a Sepulveda, Borges, Sacks. Potremo interpretare questa esposizione come un invito a rapportarsi alle sue composizioni come ad un racconto letterario con i suoi cambi di ritmo, descrizione di ambienti, personaggi e sentimenti. Potremo allora dire che questo nuovo lavoro in trio è un bel racconto. Avvincente, coinvolgente, che si sviluppa coerente in ambientazioni diverse. Dove le voci dei tre interpreti sono ben disegnate, anche se le tastiere primeggiano, contrabbasso e batteria non stanno a guardare ma riempiono le vicende sonore con notevole personalità e carattere. Soprattutto l’equilibrio stilistico è molto curato nonostante le fonti d’ispirazione risultino diverse – dal jazz contemporaneo con citazioni berniane, ma anche dei Bud Plus con qualche retrogusto jarrettiano, ad altri lidi come Radiohead e Flying Lotus – su un sottofondo costantemente sporcato da pulviscolo sintetico. Un passo da lumaca che permette una maniacale cura del dettaglio, uno sguardo non convenzionale che trasforma il trio in un moderno laboratorio di idee.