ITA Alias (Il Manifesto), Guido Festinese (may.2011)

Partiamo dal titolo: l’inquietante triade di vocaboli inglesi descrive un disturbo dell’equilibrio con vertigini, giramenti di testa e sensazioni visive quasi «psichedeliche». Il chitarrista Beltrami ne ha sofferto per davvero, e in quel periodo ha composto i temi che qui ritrovate. Polpa sonora, dunque, innervata di asimmetrie, trappole ritmiche, sviluppi imprevedibili: sempre avvincenti e riusciti. Un altro caso, insomma, in cui una «punta» del jazz contemporaneo va a saldarsi con le migliori istanze dell’art rock avventuroso, quello che ha radici nel jazz rock europeo e nelle «fratture» soniche tanto care ai King Crimson. Pattuglia di accompagnatori internazionali a dir poco eccellenti: Francesco Bearzatti, Vincent Courtois, Stomu Takeishi, l’immenso Jim Black alla batteria.