ITA Alias (Il Manifesto), Guido Festinese (feb.2017)

Un pianista al debutto discografico: Antonio Vivenzio da Lecco, di cui esce per la serie pianistica della pugliese Auand il cd Canyon. C’è anche il volteggiante sax soprano del veterano Tino Tracanna a dare una mano in due brani al Trio, ma di sicuro Vivenzio sa come condurre la danza di una formula spesso un po’ appannata, per eccesso di storia, ma qui fresca e convincente, su orme evansiane.
Discorso che potrebbe valere anche per il tocco luminoso e di sostanza assieme, assai romantico, del siciliano Sam Mortellaro, all’opera col suo Trio per la medesima label nel nuovo Robotic Delusions, peraltro accompagnato da una bella e curiosa cover.
Non è certo un esordiente il pianista Franco Piccinno, già ascoltato in molte prove in solo e con grandi musicisti, e spesso in giro per il mondo: è al debutto però con il suo Trio per Auand, con Vigorito al basso e La Pusata alla batteria, con il notevole Migrations. Si segnala un bel pezzo monkiano come Late Night Joke, tutto spigoli e svolte inattese, e una bella ripresa da Four Winds di Dave Holland, un brano certo non inflazionato.