ITA Alias (Il Manifesto), Guido Festinese (jan.2016)

Vive di molto spazio regalato al silenzio e assortiti giochi ritmici (anche con tracce di funk, come lo intende il “matematico” Nick Bartsch, però!) il bel jazz contemporaneo del gruppo diretto da Simone Graziano, Frontal. In Tentacinque (Auand) il pianista fiorentino, che usa anche il glorioso Fender Rhodes elettrico e tocchi di elettronica, è affiancato da due notevoli jazzisti stranieri al sax, David Binney e Dan Kinzelman. Composizioni spesso giocate sui tempi dispari, due momenti regalati all’improvvisazione collettiva, ricordi di suono M-Base.
Vive di forti suggestioni timbriche anche la musica di Francesco Diodati, che pubblica per la medesima etichetta assai coraggiosa Flow, Home. Il suo gruppo Yellow Squeeds deve la particolarità dell’intelligente suono d’assieme all’uso di reperti da trovarobato jazz come sousaphone e euphonium, affiancati da tromba e chitarre.
Diodati lo ritroviamo nell’eccellente Time Images, sempre Auand, firmato da Matteo Bortone Travelers: il leader usa bene clarinetti ed elettronica, e riserva anche sorprese: una cover della zeppeliniana Houses of the Holy.