ITA All About Jazz Italia, Luca Casarotti (sep.2013)

Un concept album con protagonista una bambina alla scoperta del mondo che le sta attorno: è questa l’idea che sta alla base del nuovo progetto discografico di Mirko Signorile, pubblicato nella Piano Series di Auand. Collocazione ineccepibile, dal momento che si tratta a tutti gli effetti di un disco fatto essenzialmente di musica per pianoforte. Pianoforte, quartetto ed elettronica, per la precisione. Le undici tracce che lo compongono, tutte firmate da Signorile, danno vita ad un’opera coesa, che punta sull’estrema cantabilità dei temi e sull’essenzialità, ma non banalità, delle armonie. Quasi a ribadire la semplicità del punto di vista della protagonista.
Pianista dalla solida formazione jazzistica -oltre che classica-, Signorile ha all’attivo collaborazioni con musicisti come Gianluca Petrella o Enrico Rava: particolarmente longeva quella con il sassofonista Gaetano Partipilo (su tutti il gruppo Urban Society). In Magnolia, però, è assente qualsiasi connotazione strettamente jazz. A dominare è piuttosto un respiro da colonna sonora. Del resto l’influenza di Nino Rota è dichiarata dallo stesso Signorile ed avvertibile in più d’una composizione, come in “Come burattini,” “Il giro della testa”.
A giudicare dai titoli, sembra che l’ispirazione principale sia “cinematografica” o “fotografica,” comunque per immagini. Anche gli spazi solistici, pure massicci, sembrano affrontati da Signorile con un’intenzione più da pianismo tardoromantico o primo-novecentesco che jazzistico.
Ci sono parallelismi interni, richiami a distanza tra le composizioni, che conferiscono a questo lavoro la coesione di cui s’è detto. Ad esempio, “Come burattini,” “Il giro della testa” e “Racconti di fata” sono accomunate da un certo andamento umoristico; “Viola,” “Magnolia” e “La danza del rivale” aprono al pop e ad una manipolazione elettronica più marcata. Mentre “E si aprirono le ali…” ed “Autoritratto” condividono un piglio più meditativo, da piano sequenza.
A proposito di elettronica: è affidata a Marco Messina, il dub master dei 99 Posse, che aveva già lavorato con Signorile alla composizione della colonna sonora per il documentario “Il passaggio della linea” di Pietro Marcello. Messina agisce con gusto e discrezione, concentrandosi soprattutto sull’alterazione delle equalizzazioni, aggiungendo echi e riverberi, rinforzando a tratti le orchestrazioni.