ITA All About Jazz Italia, Luigi Sforza (jan.2015)

Proveniente da una consolidata preparazione tecnica, in bilico tra sonorità free e influenze di scuola newyorkese, Simone Graziano -pianista e compositore toscano -consolida in Frontal -seconda esperienza discografica da leader -una affinata maturità stilistica. A capo di un eccezionale quintetto registra esecuzioni indubbiamente ispirate.
La musica si muove perfetta tra la ricercatezza delle parti obbligate -spesso costruite sul succedersi stratificato di cellule melodiche e ritmiche-e la libera interazione tra i suonatori.
L’aspetto caratterizzante della registrazione è dato da una percezione dialettica della musica, in cui ogni musicista si confronta intorno alle idee di Graziano offrendo ciascuno il proprio contributo. Nell’economia generale nessuna voce strumentale prevale sulle altre, neanche il pianoforte.
Molte delle composizioni posseggono una forma circolare. Le parti si inseguono rincorrendosi a spirale. In questo gioco viene a perdersi l’idea standard di accompagnamento canonico del tema; ogni voce gira dietro o davanti ad un’altra (“Away from Here” e “Tre Spirali”).
In “Tekehiko” avviene anche che la batteria del perfetto Stefano Tamborrino assolva a ruolo principale scomponendo gli spazi ritmici in elaborate acrobazie percussive. A sostenere i tamburi sono i due sax, pianoforte e batteria, che perseguono con convinzione un’ulteriore idea di ritmo.
Tutto questo universo espressivo dimostra l’assoluta volontà di democratizzare le parti strumentali. Le numerose improvvisazioni collettive -sia in brani strutturati che in quelli apertamente free- sono un esempio tangibile.
Chiude il disco una suggestiva e originalissima ballad in solo piano, “Carolina.” Il brano rifugge dal cliché delle classiche note contenute negli schemi di molti standard di jazz. Consente a chi ascolta di apprezzare un susseguirsi davvero originale di eventi melodici e armonici che eludono le aspettative del fruitore.
La musica di Simone Graziano è specchio di tensione pulsante e sensibilità disarmante. Include il sovrapporsi di respiri, investe aspetti tensivi e ritmiche pulsanti insieme a spazi in cui risuonano frequenze aeree cariche di energia. Si modella sulla fremente esplorazione di strutture circolari trovando un perfetto bilanciamento in momenti di aschematica libertà sonora. Il magistrale ruolo giocato da David Binney e Chris Speed consente al progetto di elevarsi ulteriormente a rango di pregiata prova. Nell’insieme Frontal rende alla stregua di un disco di respiro internazionale.