ITA All About Jazz Italia, Neri Pollastri (mar.2017)

Dopo Sleep Talking, in duo con Giorgio Pacorig, Zeno De Rossi torna al trio, formazione con la quale ha più volte operato con ensemble strumentali assai diversi tra loro -l’ultimo, con il fender di Pacorig e Francesco Bigoni al sax tenore e al clarinetto, era stato interprete dell’eccellente Kepos. E anche qui gli strumenti messi assieme sono tutt’altro che usuali: accanto alle percussioni del leader troviamo infatti il sax contralto di Piero Bittolo Bon e il trombone di uno dei più interessanti giovani del momento, quel Filippo Vignato non a caso vincitore dell’ultimo Top Jazz di “Musica Jazz” nella categoria miglior nuovo talento italiano.
De Rossi, oltre a dirigere il gruppo -certo con le modalità sicure ancorché di poche parole che spesso gli vengono riconosciute dai suoi compagni -è autore della quasi totalità delle composizioni: non sono sue solo “Theme from Taxi Driver,” di Bernard Hermann tratto dall’omonimo film, e “Feet Music,” conclusivo omaggio a Ornette. E la coerenza della mano compositrice si sente nel corso di un lavoro che inanella una serie di brani sempre strutturalmente plurali, attraversati da un afflato ritmico pronunciato fino a sfiorare in apparenza l’elementarità -marcette, riff, spunti tematici brevi e incisivi, tratti perfino dal vagito di un bambino, come “Baboo” -ma che si aprono su spazi diversi, assai più complessi e imprevedibili.
Proprio questa priorità dell’elemento ritmico rende centrale il ruolo della batteria e, quindi, quello di De Rossi anche come strumentista all’interno della formazione: è lui non solo che detta i tempi, ma anche che accompagna costantemente e puntigliosamente gli interventi dei compagni. Ne sia esempio l’assolo di Vignato nella parte centrale di “Marionette,” ove la batteria esegue allo stesso tempo due linee, una ritmica e una di colore, che straniano e rendono più complesso il ritmo prodotto dal trombone.
Quest’ultimo svolge di fatto per tutto l’album il ruolo di secondo elemento ritmico, dato che con frequenza sostiene a sua volta le architetture con riff reiterati e che anche i suoi assolo sono in genere permeati da un andamento ritmico più che narrativo. Quest’ultimo aspetto è lasciato perlopiù agli assoli del contralto di Bittolo Bon, il quale comunque è anch’egli con frequenza coinvolto nel caratteristico ordito ritmico: si ascolti per esempio “The Mistery of Leaping Fish,” nella quale i tre producono ciascuno una diversificata serie di linee ritmate che si intrecciano tra loro virtuosamente.
Un disco quindi assai particolare, molto originale e coerente, nel quale si inserisce assai bene la conclusiva “Feet Music” di Ornette (peraltro anche “Marionette” ha un’atmosfera ornettiana) mentre esula solo “Theme from Taxi Driver,” unica con andamento da ballad, impreziosita prima dal bell’assolo di Bittolo Bon e poi dall’intervento di De Rossi al fischio.