ITA All About Jazz Italia, Roberto Paviglianiti (sep.2011)

Più che l’originalità in sé, da un piano-trio sarebbe lecito attendersi un carattere proprio, una certa sensazione di personalità e di estro. Ed è proprio quello che si rintraccia nel percorso che il pianista Eugenio Macchia intraprende nel suo Living in a Movie in compagnia di Furio Di Castri e Gianlivio Liberti.
Siamo all’Artesuono Recording Studio, alla corte di Stefano Amerio, nel luglio del 2009. Tre giorni di sedute che hanno dato vita a una scaletta di sicuro impatto, dove si riscontrano diversi motivi d’interesse, a cominciare dai sei brani firmati dal leader, che denunciano un sicuro spessore di scrittura, capace di unire geometrie classiche e pura fantasia jazzistica. Un connubio che al centro di brani chiaroscurali, come “Herbie’s Tune,” ma anche di situazioni leggermente più tirate e irregolari, come “Hysteria”. Macchia predilige la melodia – splendida quella dell’elegante “You Two” – alle ricognizioni in territori inconsueti, e anche nelle rivisitazioni, vedi l’intensa “Round Midnight,” riesce sempre a spostare il discorso tematico senza appiattirsi su unitili tecniciscmi e senza rimanere imbrigliato nei soliti cliché.
Il tocco pianistico del leader – pulito, luccicante -, l’efficacia degli interpreti e non ultima una qualità di registrazione curata nel dettaglio timbrico, fanno sì che Living in a Movie alloggi nel nostro lettore CD ben oltre i tempi prestabiliti per una recensione.