ITA All About Jazz Italia, Vincenzo Roggero (mar.2012)

È sempre rischioso dedicare un album intero al repertorio di una pop/rock band e ancora più rischioso farlo utilizzando di quella band proprio il cantante. Ma a Marco Valente, patron della Auand Records, il rischio è sempre piaciuto e vi è un intero catalogo a testimoniarlo. Il trio che lancia la sfida ha il curioso nome di Barber Mouse e il repertorio è quello dei Subsonica, gruppo di punta dell’alternative-rock italiano.
Il risultato? Decisamente intrigante. L’idea vincente? Andare oltre le convenzioni attraverso un classico piano trio con gli effetti di un orchestra. Con il solito (ab)uso di elettronica, diavolerie e marchingegni così à la page in molte produzioni attuali? Niente affatto. Semplicemente, si fa per dire, con un fantasioso e originale utilizzo di vari tipi di oggetti da inserire nella pancia del pianoforte, tra le corde a sui legni del contrabbasso, in mezzo e intorno alla batteria.
Così che il piano suona talvolta come un Fender Rhodes conferendo all’esecuzione spugnature vintage ma conservando l’anima acustica a volte solenne, a volte intimista. Il contrabbasso assicura una pulsazione vibrante, ricca di sfumature, calda e avvolgente ma attraversata da fremiti, minimi accidenti e sonorità inusuali. La batteria allarga gli orizzonti ritmici con accenti fantasiosi e si prodiga nel dilatare l’orizzonte sonoro con discrezione e buon gusto.
Il risultato è convincente perché se la voce di Samuel costituisce il chiaro e piacevole elemento di continuità con l’estetica Subsonica, Barber Mouse ne raccoglie le linee essenziali per combinarle in una visione personale. Che fissa in riuscito equilibrio la stralunata vena melodica originale con una notevole sensibilità improvvisativa, per niente esibizionista, attenta a non cadere nelle trappole dell’ovvio e del risaputo, prodiga di soluzioni inventive lontane da facili cliché.