ITA All About Jazz Italia, Vincenzo Roggero (nov.2016)

Dopo alcune collaborazioni importanti-Giovanni Guidi e la sua Rebel Band, Piero Bittolo Bon’s Bread & Fox, Enzo Favata, Zeno De Rossi, Rosa Brunello y Los Formentos -che lo hanno messo in mostra come trombonista eclettico, ricco di talento e di idee, ecco il debutto da leader di Filippo Vignato. L’etichetta è la consolidata Auand -label da sempre attenta al nuovo che avanza -il titolo è Plastic Breath -un nome, un programma -, la formazione è decisamente atipica -non si trova tutti i giorni un trio batteria, trombone, Fender Rhodes -, il risultato da leccarsi le dita.
Ciò che da subito colpisce in Plastic Breath è il suono, un incontro di acustico/elettrico/elettronico nel quale voci dalla forte connotazione personale si sfidano sul piano della ricerca timbrica, si costringono ad un ascolto reciproco feroce per poter cogliere e rimandare anche sollecitazioni apparentemente marginali. Gli stimoli si susseguono senza soluzione di continuità, disegnando differenti paesaggi in un flusso sonoro tanto accattivante quanto imprevedibile, grazie anche ad una scrittura dinamica, che lascia ampio spazio ai contributi personali.
Senza dimenticare la componente melodica presente in tutte le nove tracce del disco, improvvisazioni comprese. Melodia a volte marcatamente esibita, a volte sottesa, spesso intesa come stato d’animo più che come successione di note, e sempre ben distante da facili ammiccamenti. Plastic Breath si rivela così disco sorprendentemente maturo nel quale i diversi linguaggi della contemporaneità trovano interessanti punti di incontro e danno origine ad un canale comunicativo aperto anche alle orecchie meno allenate.
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