ITA altrisuoni.eu, Francesco Varriale (dec.2015)

I ripetuti ascolti dell’ultimo disco del gruppo del trentaduenne chitarrista Francesco Diodati confermano quella che è stata la prima impressione: in questa musica si riscontra una ‘fresca maturità’, nel senso che il quintetto denominato Yellow Squeeds suona come un gruppo di veterani pur risultando moderno e originale. Qui il ruolo del basso è ricoperto dal sousaphone e dall’euphonium di Glauco Benedetti, strumenti non usuali nel jazz moderno che però, combinati con la tromba e il flicorno di Francesco Lento sia in fase di accompagnamento che in sortite solistiche, danno vita a sonorità che guardano avanti fondando sulla tradizione.
Se la batteria di Enrico Morello è perfettamente funzionale al progetto per quanto è portatrice di ritmi sincopati combinati a un sottinteso senso dello swing, è su Enrico Zanisi che occorre puntare l’attenzione. L’ancor giovane pianista, vincitore nel 2012 del premio Top Jazz della rivista Musica Jazz nella categoria ‘Miglior nuovo talento’, si mostra padrone della scena con opportuna compostezza in fase di accompagnamento ma, durante gli spunti solistici, risulta a dir poco trascinante, soprattutto quando si abbandona a momenti di sorprendente creatività (la sua intro di solo piano in “Believe” è un’autentica gemma).
Di Diodati cosa dire? È un vero leader, suona con abilità la chitarra acustica non disdegnando di graffiare con lo strumento elettrico e mostra di avere ottime doti compositive, vista la bellezza dei temi presentati in una tracklist in cui l’unico brano non originale, “Played Twice” di Thelonious Monk, rivive grazie ad un arrangiamento formidabile.
Un disco che rimane vivo ad ogni ascolto.