ITA aristocraziawebzine.com, Mourning (may.2015)

Secondo disco per il progetto Caterina Palazzi Sudoku Killer, partorito dalla mente della contrabbassista romana Caterina Palazzi, che a distanza di cinque anni dalla pubblicazione del debutto eponimo fa la propria ricomparsa sul mercato discografico con l’uscita di “Infanticide”. Accompagnata nell’avventura da Antonio Raia (sax), Giacomo Ancillotto (chitarra) e Maurizio Chiavaro (batteria), la musicista nostrana percorre un cammino difficile da interpretare almeno per il sottoscritto, che pur amando anche tali sonorità non ne è un profondo conoscitore.
L’album sfodera atmosfere, psichedelia, cambi improvvisi di marcia, istintività e senso di ribellione quali proprie seducenti caratteristiche, doti poste all’interno di un connubio stilistico alimentato a jazz-core, progressive, noise e immaginari in note degni delle migliori colonne sonora da film noir (“Nurikabe”). L’ascolto è inquietante ma raffinato, è contornato da tratti pungenti che emanano un retrogusto di amaro nei momenti placidi; nella sua avanzata minimale sa essere ossessivo e fasciante, trovando poi la maniera di districarsi da tali movenze, affidandosi al puro istinto. È complicato esprimere a parole il numero di emozioni e sensazioni che vanno a concatenarsi in un circuito sonoro nel quale è facile perdersi (senza per questo doversi disperare), rimanere incastrati, piacevolmente intontiti dalle schitarrate nevrotiche di Ancillotto (“Futoshiki”), assuefatti dalle apparizioni soliste acide e sofisticate del sax di Raia (“Sudoku Killer”) e coinvolti magneticamente dalle ritmiche fosche, suggestive e quietamente spasmodiche elaborate dalla Palazzi e da Chiavaro (“Masyu”).
Nel libretto informativo i Nirvana vengono citati quale band ispiratrice e il trio di Seattle capitanato da Kurt Cobain viene omaggiato in un paio di circostanze. Non vi dirò però dove questi brevi tributi sono stati collocati, lascio a voi il compito di scoprirlo.
Trovo sia del tutto inutile cercare di inquadrare o incasellare ciò che i Caterina Palazzi Sudoku Killer e “Infanticide” propongono, pertanto l’unica via possibile da intraprendere è quella dell’approccio rilassato e dell’apertura mentale incondizionata. Fateli fluire all’orecchio e quel che ne ricaverete sarà un bel po’ di tempo trascorso in un universo che da quel momento diverrà — seppur in parte — anche vostro.