ITA artearti.net, Ferdinando D’Urso (jul.2014)
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Titolo epico, al limite con il distopico, per “It came to broadcast The Yucatan“, ultimo lavoro discografico del contrabbassista e compositore Niccolò Faraci pubblicato dalla Auand nel maggio 2014. In realtà mai titolo fu più descrittivo: registrato allo Yucatan Studios, il disco restituisce infatti, senza grandi manipolazioni, il suono (i suoni) della casa di campagna nella quale Faraci ha registrato insieme ad Achille Succi al clarinetto basso e al flauto, a Lorenzo Paesani al pianoforte e a Dario Congedo alla batteria.
È anche vero che la title track – con i suoi temi incastrati e intrecciati e con il timbro aspro del sintetizzatore – sembra confermare la “teledistopia” fluttuante che ispira la copertina sulla quale dei pupazzetti Lego fissano l’ascoltatore, inquietanti e surreali come tutti gli oggetti infantili posti fuori dalle camerette.
L’universo sonoro di Faraci è complesso, forse non troppo originale ma ricco di spunti e al contempo unitario. Si va dal jazz rock – energico ma a volte troppo carico – di Never Feed That Pseudo Animal alla marcetta scomposta di The Sky Was Filled Of Appetizers nella quale Albert Ayler diventa incredibilmente fusion; dalla misteriosa filmicità di An Oriental Solution (For Pleasure) allo staccato ballerino, quasi buffo, di Leaving Yucatan On A Ford Transit. La sinuosa melodia di Harbor Tarlo vagheggia un oriente esotico come quello di Yusef Lateef mentre 92 Kg Fat Suite accompagna l’ascoltatore nell’alternanza fra un caotico ostinato – sul quale il gruppo, arricchito dalla tromba aggressiva e tumultuosa di Luca Aquino, si scatena – e un solare tema.
L’improvvisazione si nasconde spesso fra le pieghe della ricca scrittura di Faraci: in 92 Kg Fat Suite, ad esempio, Paesani e Succi approfittano di un episodio sommesso per creare un bellissimo contrappunto elettrico.
Molto legato all’avanguardia americana (come quasi tutti i lavori pubblicati dalla Auand), “It came to broadcast The Yucatan” è un disco nel quale la collettività, la coesione e il gruppo sono fondamentali per la riuscita del progetto.