ITA artearti.net, Ferdinando D’Urso (mar.2018)

Capita di frequente che nostri connazionali vincano borse di studio che li portano a studiare presso i più prestigiosi college musicali americani; capita altrettanto di frequente che questi giovani, tornati in Italia, portino con sé le gravi malattie dell’esterofilia oltranzista e del mainstream manieristico. Fortunatamente non è questo il caso di Francesco Geminiani, tenorsassofonista italiano perfezionatosi alla New School di Manhattan. La lezione americana in questo suo “Colorsound” si declina in quello che l’autore stesso definisce “impressionismo musicale”, ossia un rapporto sinestetico fra colori e musica. Ad accompagnare il sassofonista in questo lavoro che uscirà fra qualche giorno per Auand Records due colleghi statunitensi: il contrabbassista Rick Rosato e il batterista Mark Schilders.
La sinestesia, suggerita anche in molti titoli, non è mai trattata con banalità: il legame fra colori e musica è del tutto personale e non si impone forzando l’interpretazione dell’ascoltatore. I temi sono spesso scabri, frastagliati, come nel caso di Agata Blu e Agata Rossa; il rapporto simbiotico fra gli improvvisatori, le pronunce del leader e degli accompagnatori fanno emergere fin da subito quella che, a mio avviso, è la caratteristica principale della scrittura di Geminiani: “tradizione” e “innovazione” vengono continuamente mescolati con un carattere profondamente ironico. Lo si sente chiaramente in French Blues nel quale il sassofono si avvita in un ostinato quasi minimalista mentre contrabbasso e batteria delineano un comune accompagnamento swing; in Theme for Ernie, unica composizione la cui paternità non appartiene a Geminiani, il leader profonde passaggi alla Eric Dolphy su uno swing tranquillo, quasi West Coast. Un’ironia quasi mingusiana fa capolino già dal titolo-parodia di It Could Happen to Everyone.
Nelle composizioni di Geminiani si nota anche un’ispirazione latina: traspare in Agata Rossa e si fa più evidente in Mountain Pirates. Qui l’iniziale tema da marcia funebre si attiva in un’esplosione che ricorda il Very Very Circus. Divertentissimo Lastone, tango spezzettato.
Accanto al solista spiccano il solismo di Rosato, intelligentissimo nella calda Ambra, e la capacità di Schilders di puntellare senza invadere.
“Colorsound” è un disco promettente, con un carattere personale e intrigante che lascia ben sperare.