ITA Audio Review, Aldo Gianolio (jun.2016)

Giocando sull’ambiguità del termine, i Foursome hanno preso il nome alludendo a una delle fantasie erotiche più comuni, il trasgressivo “triangolo” (“threesome”), intendendo significare come, nella loro “mischia a quattro” tutta musicale, ci sia perfetta intesa nel realizzare un programma in qualche modo discordante rispetto al consueto standard. I quattro sono Simone Copellini alla tromba, Federico Pierantoni al trombone, Giulio Stermieri all’organo Hammond e alle elettroniche, Riccardo Frisari alla batteria: tutti padroneggiano perfettamente la tecnica dei rispettivi strumenti e sono disinvolti improvvisatori, doti che con immediata naturalezza mettono al servizio di una idea-forza ardimentosa e controcorrente.
Su temi e arrangiamenti propri (cinque su otto di Stermieri) più il riuscito rifacimento, con l’apporto fondamentale della bravissima Gaia Mattiuzzi, di “Schliesse mir die Augen beide” di Alban Berg (meritevole di una lode speciale per la passionalità e le articolate movenze danzanti aggiunte all’originale), e adoperando le elettroniche con misura ed equilibrio (cioè senza farle trabordare), i Foursome creano le più diverse situazioni sonore, con intrecci, infittimenti, diradamenti e sovrapposizioni degli strumenti (in “Dro” si unisce anche il sax di Cristiano Arcelli), mantenendo un abile equilibrio fra scrittura e improvvisazione. Copellini è sfrontato com Booker Little, Pierantoni agile come Bob Brookmeyer, Stermieri fuori da ogni convenzione nell’uso dell’Hammond, Frisari capace di far superare alla batteria i ristretti limiti del mero accompagnamento, di continuo creando, con energia e urgenza espressiva, una forte tensione che si mantiene sino all’ultima nota di ogni brano. In più la registrazione è ottima: equilibrio fra suoni ben dettagliati e ampia scena.