ITA Audio Review, Enzo Pavoni (jan.2020)

Rispetto al precedente lavoro con i Frontal (“Trentacinque”, Auand 2015), in “Sexuality” il pianista fiorentino Simone Graziano conferma quattro quinti dell’organico: l’assente è David Binney, sostituito dall’imprevedibile anarco-chitarrista olandese Reinier Baas (ascoltate assolutamente il suo album fresco di stampa realizzato assieme al connazionale Ben Van Gelder). Con Baas e Graziano, il quintetto include i fedeli Dan Kinzelman (sax tenore), Gabriele Evangelista (contrabbasso) e Stefano Tamborrino (batteria, percussioni). Le sei elaborate composizioni sono del leader, che in termini di maturazione sta crescendo in modo esponenziale, un work in progress proiettato a scovare seducenti soluzioni espressive derivanti dall’incrocio di più linguaggi in cui jazz storico, classica, rock, folk e schegge prog danno forma a commistioni esclusive. La bravura di Graziano sta innanzitutto nella capacità di ideare a ogni appuntamento discografico progetti omogenei impregnati dell’estetica a lui cara, comunque striata di gerghi familiari. Anche “Sexuality” si rivela subito una prova lucida e autorevole, certamente non derivativa, non basata perciò su pattern e schemi logori. Non da ultima, contribuisce alla sua riuscita l’ottima definizione audio, alla quale ha messo mano Stefano Amerio, mago degli studi di incisione di fama internazionale. Le sei tracce del CD, le cui durate variano dai cinque ai dieci minuti, scorrono fluidamente quasi fossero capitoli di un concept album: reiterazioni di tipo orientale/minimale fungono da coagulo ad arguti arrangiamenti e ad assolo debordanti (specie “Afror”, “Buran” e “Sexuality”), che devono il loro irresistibile pathos proprio a quelle ipnotiche ridondanze. Convincente connubio tra affilate sonorità urbane e squarci etno-descrittivi.