ITA Audio Review, Enzo Pavoni (jan.2002)

Per la “prima” discografica, il talentoso Gianluca Petrella mette su un quartetto pianoless di alto livello, una formazione internazionale con il leader al trombone, Javier Girotto ai sassofoni e al flauto, Paul Rogers al contrabbasso e Francesco Sotgiu alla batteria. Assieme al giovane Petrella (classe 1975), esordisce anche la Auand, neonata label pugliese che decide di fare le cose in grande, senza badare al risparmio: basta dare un’occhiata all’elegante digipak con cui il disco è stato confezionato. Dall’apparenza, poi, si passa alla tangibile certezza, allorchè si dà ascolto all’ottima musica lì racchiusa, ed è difficile non rimanere subito colpiti dalla lucida scrittura del trombonista barese, il cui background di esperienze è a dir poco incredibile: fra gli altri ha collaborato con Roberto Ottaviano, la O.F.P. Orchestra (diretta a turno da Steve Coleman, Carla Bley, Bruno Tommaso), Enrico Rava, Roberto Gatto, l’Orchestre National de Jazz, fino a giungere al 2001, anno in cui gli viene assegnato il prestigioso “Django d’Or”, quale miglior nuovo talento.
Fin dalla traccia d’apertura, la vitaminica “Broken Head”, Petrella lascia intendere di non amare i fronzoli, con una scrittura asciutta – in alcuni brani prestano la loro penna Girotto e Rogers – e mai autocompiaciuta, non di rado complessa: insomma, non si assiste alla solita passerella di standard. L’intelligente progettualità e il continuo equilibrio tra formale e informale non impediscono al disco di irradiare freschezza e spontaneità. Se “X-Ray” è la premessa, nel futuro del trombonista è facile presagire un percorso qualitativo destinato a lievitare in maniera esponenziale. Un sincero “in bocca al lupo” a Petrella e alla lungimirante Auand.
Qualità Artistica: 8,5
Qualità Sonora: 9