ITA Audio Review, Enzo Pavoni (jul.2015)

Se il celebre “Incesticide” dei Nirvana riverberava nemmeno tanto velatamente taluni incubi dolorosi del Kurt Cobain fanciullo, i solchi dell’assonante “Infanticide” irradiano senza dubbio ricordi di minor gravità, psicologicamente e sociologicamente nella norma, riguardanti il percorso di crescita di ogni bambino, fase marcata dalla consapevolezza della perdita dell’innocenza una volta superata l’adolescenza. Calcando forse la mano, la leader Caterina Palazzi, contrabbassista e autrice dalla buona penna, inquadra la questione affermando che “l’infanticidio è inteso come omicidio virtuale della visione infantile del mondo, […] come perdita di un’ingenuità ludica e fanciullesca in ragione di una maturità turbolenta e spesso amara”. Non è però una tragedia, sono i soliti problemi legati ai minorenni, alle crisi da superare, ai passaggi dallo stato adolescenziale a quello di adulto.
I Sudoku Killer sono bravi a dar significato al presupposto di partenza e a trasmettere un costante stato di tensione a questa prova dai tratti estetici poco italiani (forse gli Zu e alcuni progetti di El Gallo Rojo viaggiano su una simile lunghezza d’onda), riecheggiando piuttosto le agitate atmosfere vigenti nei club di Downtown. Insomma, “Infanticide” non sfigurerebbe nel catalogo della Tzadik. Nonostante la giovane età, al secondo lavoro la Palazzi ribadisce con chiarezza unitarietà di intenti e una coerente visione d’insieme, ben assecondata da partner che ne condividono le intenzioni sonore: il chitarrista visionario e multilinguistico Giacomo Ancillotto (già collaboratore di Rava), il sassofonista Antonio Raia, sempre asciutto e profondo, il batterista Maurizio Chiavaro, al corrente delle avanzate pulsazioni del giro M-Base. Elettrico e acustico, punk e psichedelico, post-jazz e post-rock.