ITA Audio Review, Enzo Pavoni (nov.2016)

Compositore coltissimo e virtuoso di sax contralto, flauto e clarinetti vari, Piero Bittolo Bon prosegue senza compromessi la personale ricerca linguistica lungo i sentieri della pura creatività. Un coerente, coraggioso, quasi donchisciottesco percorso irto di intralci, che nelle intenzioni dell’artista veneto dovrebbe fornire l’approdo nell’eden di un gramelot non certo scontato. Bittolo Bon è uno dei fondatori del pregevole collettivo El Gallo Rojo, che nell’occasione venderà il download di “Big Hell On Air”, mentre la Auand distribuirà la copia fisica. Quanto realizzato da Bittolo Bon da un paio di lustri in qua basta e avanza per inserirlo nel gotha dei jazzisti più originali tra quelli emersi nel nuovo millennio: i malfidati si procurino “Sugoi sentai! Gattai!” (2009) e “Ohmlaut” (2011), entrambi per El Gallo Rojo.
Colpiscono il muro di note, i colori cangianti e i sorprendenti impasti ottenuti con un numero di strumenti tutto sommato contenuto, che oltre a quelli suonati dal titolare include il trombone di Filippo Vignato, la tuba dello strepitoso Glauco Benedetti (apprezzato anche nell’ultima prova di Francesco Diodati), il pianoforte multi-espressivo di Alfonso Santimone e la batteria segmentata di Andrea Grillini. Un quintetto che scansa le soluzioni derivative, nonostante i riverberi statunitensi di ieri e di oggi, a partire dal Dolphy supremo di “Out To Lunch!”. Da antologia la ricerca timbrica e le stratificazioni ritmiche documentate dalle linee di basso garantite da tuba e trombone (manca il contrabbasso), sormontate dal drumming frastagliato di Grillini: una base ideale per Bittolo Bon e Santimone, impegnati a inviare nell’etere idee ora nitide e razionali, ora sbilenche e anarcoidi. Uno dei migliori dischi italiani del 2016: è limitativo inquadrarlo nel jazz.