ITA Blow Up, Piercarlo Poggio (nov.2019)

L’ampliamento di organico trasforma gli Hobby Horse, già autori del pregevole “Helm”, da trio a sestetto e ne modifica per conseguenza l’insegna e soprattutto la sostanza (di elettronica, ad esempio, non vi è più traccia). Kinzelman, Vignato (in splendida forma), Benedetti, Baldacci, Rehmer e Tamborrino appaiono raffigurati nell’interno della copertina tra alte erbe e alberi fitti, ma di bucolino “Trojan” non presenta nulla, optando piuttosto per sonorità urbanizzate, a tratti apocalittiche. Tra sciabolate di suono e figurazioni insistite, circolari, persino ossessive la band avanza compatta e determinata, con in testa l’idea di installarsi in breve nelle teste di chi ascolta. L’effetto non è peraltro disturbante e serve a creare musiche dirompenti e futuribili, destinate a non passare inosservate.