ITA BresciaOggi, Tiziano Zubani (nov.2014)

Verbalizzare un dipinto o una scultura è impossibile o quantomeno arduo. I critici, quando raccontano, si rifanno a dati storici, a elementi strutturali e tecnici. L’emozione comunicata, che è la caratteristica base di ogni opera d’arte (così forte da provocare in alcuni la famosa Sindrome di Stendhal) non si racconta a parole. Ma si può provare a ricostruirla con un altro linguaggio non verbale, come la musica con la sua carica pre-razionale.
È quello che puntano a realizzare The Framers, musicisti e, insieme appassionati d’arte. Il duo base dei Framers è composto da Phil Mer (trentino che ha trovato casa nell’entroterra gardesano, all’ombra della torre di San Martino) e Andrea Lombardini (trevisano, docente al conservatorio di Udine). percussionista e compositore il primo; bassista e, a sua volta compositore, il secondo. Il primo album della coppia è composto da nove brani ispirati rispettivamente a: «Il trittico delle delizie» di Hieronymus Bosch; «Orologi molli» di Salvador Dalì; la banana di Andy Warhol che fece da copertina all’album The Velvet Underground & Nico; «Il sogno» di Henri Rousseau; «Visioni simultanee» di Umberto Boccioni; monocromi di blu di Yves Klein; «I tre musici» di Pablo Picasso»; «Prove di balletto in scena» di Edgar Degas. L’ultimo brano (peraltro interpretato dalla graffiante e seducente voce di Mario Biondi) si chiama semplicemente «Paint!» ed è è ispirato «alla pittura e alla vita», sorta di compendio.
Nove prove in cui musica contemporanea e jazz si mescolano in una fusion emozionale che è prova di grande bravura, come in «Orologi molli» dove un continuo, difficilissimo, cambio di ritmo collegato dalla calda tromba del bresciano Fulvio Sigurtà dà la sensazione di un tempo che sfugge a ogni limitante quadratura.
Evocativa anche la voce di Malika Ayane in «Sunday Morning», il brano di Lou Reed e John Cale dei Velvet Underground che accompagna in questa produzione la celebre «Banana» di Warhol. Con il duo base e gli artisti già citati, troviamo Francesco Bearzatti (sax), Jason Lindner (tastiere), Stefano Brandoni (chitarra), Leonardo Di Angilla (percussioni), Chiara Canzian (cori), Irene Sualdin (arpa).