ITA Buscadero, Andrea Trevaini (mar.2018)

Questo disco di jazz degli Hobby Horse è davvero intrigante, loro sono un trio per 2/3 straniero, ma il disco è stato registrato e pubblicato in Italia; la formazione è: Dan Kinzelman (sax, clarinetto), Joe Rehmer al basso e Stefano Tamborrino alla batteria. La loro musica spazia invero tra improvvisazione elettrica, jazz, rock, il Trio è attivo da 8 anni e i musicisti utilizzano con disinvoltura electronic devices e voci su una forte ed incisiva presenza ritmica, mentre le melodie dei fiati, apparentemente accattivanti, improvvisamente scartano di lato, sorprendendo all’ascolto. Mi pare proprio una rivisitazione ridotta (come membri!) dei mitici Soft Machine, non per niente riprendono un brano di Wyatt, Born Again Cretin in cui il canto ricorda proprio la vocalità dell’originale. Ma anche gli altri brani autografi come il lungo e ipnotico Buckle, sono degni della genialità di un Frank Zappa minimal/acustico; un disco sorprendente, anche nel lunghissimo brano finale Evidently Chickentown di J.C. Clarke (il poeta/musicista punk inglese) che distende il suo loop elettronico quasi immutabile (per i musicisti rappresenta la stasi dopo la frenesia) per 20 minuti!