ITA Corriere del Mezzogiorno, Fabrizio Versienti (jan.2013)

I talenti pugliesi del piano jazz nelle ultime uscite di «Auand»
Signorile e Macchia incidono per l’etichetta biscegliese
Da Hancock e Miles Davis a spunti da Nino Rota

Ad accompagnare la fioritura dei tanti talenti della scena musicale pugliese degli ultimi anni c’è anche lo sviluppo di un’intensa attività di produzione discografica, tanto più meritoria perché in controtendenza rispetto ai tempi. Tra i protagonisti di questa «primavera musicale» pugliese figura dunque a pieno titolo l’etichetta Auand, fondata a Bisceglie da Marco Valente oltre dieci anni fa per documentare quanto di meglio, di non allineato e di innovativo si muove sulla scena jazzistica italiana e internazionale. Un catalogo, quello di Valente, in cui fino a qualche tempo fa figuravano pochi musicisti pugliesi (Petrella, Partipilo) fra i nomi di Salis e Rava, Ohad Talmor e Bobby Previte, per tacere dei nuovissimi del jazz italiano (come i fiorentini Bad Uok protagonisti dell’ultima uscita del catalogo «principale», Enter, da pochissimo nei negozi). Da un paio d’anni, però, le cose sono cambiate. Valente ha varato la collana «Piano Series» aprendo con essa una finestra non solo sul pianoforte jazz, ma anche sulla scena pugliese. A ribadire il concetto, dopo i primi due volumi dedicati all’esordio di Eugenio Macchia e a Kekko Fornarelli, le ultime uscite della collana (entrambe sostenute da Puglia Sounds) riguardano il secondo album di Macchia, In Between, e l’ultimo lavoro di Mirko Signorile, Magnolia.

Due dischi che più diversi non si può; Macchia si riallaccia alla lezione dell’Hancock anni Sessanta e alle atmosfere del coevo quintetto di Miles Davis (di cui lo stesso Hancock era una colonna), realizzando una musica notturna e sensuale, tutta interna al linguaggio più avanzato del jazz moderno dove hard bop e modalismi convivono con le astrazioni e l’«informale» più spinto. Al fianco di Dario Di Lecce al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria Macchia conferma e rafforza tutte le belle impressioni dell’esordio: mano sicura, tecnica e intelligenza armonica di livello superiore, e una «visione» musicale che il tempo non potrà che affinare ulteriormente. Signorile, invece, è già da tempo un talento consolidato della tastiera, sia al fianco di Partipilo negli Urban Society che con i suoi progetti in trio o insieme alla cantante Giovanna Carone. Magnolia prosegue il discorso avviato un paio d’anni fa con Clessidra, costruendo una sorta di trio «raddoppiato» dove alla batteria di Fabio Accardi si aggiungono le percussioni etniche di Cesare Pastanella, mentre il pianoforte del leader e il contrabbasso di Giorgio Vendola vengono «avvolti» dalle arcate del violoncello di Giovanna Buccarella. C’è molta immaginazione melodica in questo disco, e spunti rotiani davvero notevoli.