ITA Corriere del Sud, Amedeo Furfaro (may.2010)

Chant e Purple Bra, due nuovi album della Auand di Bisceglie

La destrutturazione delle melodie, lo sbriciolamento delle armonie, lo sfaldamento del ritmo, e al loro posto suoni sparsi, temi coperti da rumeurs, cyber e hi tech, musiche che suscitano senso di vacatio nell’ascoltatore prima smarrito dall’impatto poi sempre più curioso alla fine assuefatto a quell’atmosfera.
L’album Chant. Ma io ch’in questa lingua del trio Mureddu/Borghini/Calcagnile edito da Auand è soprattutto questo, innovazione del linguaggio, guizzi di improvvisazione istantanea, spallate creative al consueto, all’atteso per sciorinare l’inconsueto e l’inatteso. Effetto sensazione più che impressione, come i pittori espressionisti che, rompendo col passato, decomposero l’immagine, e i poeti d’avanguardia che superarono la consuetudine della rima liberando il verso da rigide regole.
Da ascoltare senza schemi mentali precostituiti.
Altra segnalazione va a Purle Bra, sempre per la stessa label di Bisceglie, disco d’esordio come leader per Francesco Diodati Neko, giovane chitarrista romano, ma di sangue calabro-sardo, in quartetto comprendente il sassofonista Francesco Bigoni, strumento portante in vari brani, il bassista Francesco Ponticelli e il batterista Ermanno Baron.
Diodati, che ha già un buon curriculum nonostante i suoi 26 anni (una borsa di studio a Siena Jazz, il concorso di BargaJazz, le collaborazioni con Ada Montellanico, Flavio Boltro, Mario Raja) si presenta come dosato compositore prima che strumentista.
Il jazz è per lui base di partenza per una ricerca espressiva che spazia liberamente dall’hard bop al progressive ed oltre. Il che, in una scena musicale come quella odierna che registra una fertile presenza di chitarristi che si rifanno a …, è già di per sè una nota distintiva.