ITA discoclub65.it, Guido Festinese (feb.2018)

Il gioco alla citazione comincia fin dal titolo: evidente allusione alla “Born to Be Wild” dei rocciosi Steppenwolf che non può mancare in una ideale colonna sonora retrò. Specifichiamo subito, però, che l’hard rock poco o nulla c’entra con questo notevole disco, ma invece il jazz rock canterburyano dello stesso decennio e oltre parecchio. Ad esempio quello dei gloriosi Soft Machine. Sì, perché Andrea Bozzetto usa solo ed esclusivamente un piano elettrico Fender Rhodes, e un Korg MS20, che notoriamente emula il suono vintage dei primi sintetizzatori. Dunque se cercate intarsi mobili e vivi tra basso, batteria e tastiera con un delizioso sapore d’annata, e il profumo scaltrito della contemporaneità, il disco fa per voi. Con una versione stranita e angolare di Life on Mars? di David Bowie che, come si suol dire, da sola merita il disco intero.