ITA distorsioni.net, Sergio Spampinato (apr.2018)

Il duo Pericopes (Emiliano Vernizzi, tenor sax – Alessandro Sgobbio, piano, fender Rhodes) aggiunge un altro elemento (Nick Wight alla batteria) e ritorna con un progetto differente dal precedente “What What”. Sembra infatti che vi sia stato nel tempo frattanto trascorso (circa 4 anni dalla registrazione del precedente, anche se poi pubblicato solo l’anno scorso) uno spostamento di geografie sonore, dalle lande nordeuropee verso l’altro emisfero atlantico. Certamente l’ingresso della batteria ha contribuito a rendere più fluido questo spostamento, con un’accelerazione dei tempi nelle figure scritte del pentagramma, quasi sempre opera di Sgobbio, sulle quali Vernizzi inserisce il suo sax con un’irruenza alla Tim Berne. November Tears però ci riporta a quelle atmosfere da piattaforme ghiacciate deserte e i ritmi sostenuti con frequenti rallentamenti, stasi e riaccelerazioni di Legacy, traccia che dà il nome all’intero lavoro, riconducono il viaggio su differenti registri di navigazione.
Le parti melodiche ruotano attorno alla ripetizione di segmenti tematici oltre i quali si spingono gli affondi di sax nell’espansione dei crescendo. Il fermarsi insieme e il ripartire di nuovo insieme sono i percorsi salienti di questa mappatura ad aree sincopate con zone sottostanti di suono più grigio di Fender Rhodes al di sopra delle quali il sax emette note prolungate come il vecchio Garbarek delle lande lasciate alle spalle (Wie Die Blumen). Il viaggio come tale è fine a se stesso e dunque non ha una meta: Major’s 10, è infatti l’ultima traccia sospesa su degli accordi di piano che fanno ridondare il sax nell’attesa di una nuova partenza posticipata.