ITA dothewrongmistake, Sandro Cerini (oct.2015)

Una tensione trattenuta, non per questo meno evidente, innerva la musica elegante composta dal chitarrista per questo album (debutto del gruppo e per l’etichetta pugliese), attenta a certi sviluppi del modern mainstream d’oltreoceano (Logan Richardson è un’influenza dichiarata). La costante cantabilità discende dalla prevalenza riservata alla linea melodica, tale da spiegare anche metriche irregolari e strutture armoniche non consuete e complesse.
Il gruppo, in perfetta coesione, dimostra una forte identità espressiva. In un contesto piuttosto omogeneo, si segnalano l’apertura di Play Or Rest, il brano eponimo – dedicato al figlio del leader – e il brano di chiusura, La Via Di Adamo. Inoltre il dittico centrale – formato da L’esegeta e La regola, immaginati come parte di un tutto, inizialmente in duo e col successivo sviluppo in quintetto – introduce un’assorta parentesi cameristica (con Bracco alla chitarra acustica e un ottimo Tittarelli al flauto), e spiega i rimandi a Heitor Villa-Lobos e Leo Brouwer. Da ascoltare con l’attenzione che meritano i progetti ove nulla è lasciato al caso.