ITA Drumset Mag, Alfredo Romeo (feb.2017)

Maresca suona la chitarra, compone ed è il leader di Manual for Errors, una sorta di all star band composta da Francesco Lento alla tromba, Daniele Tittarelli al sax alto, Roberto Tarenzi al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria (più Domenico Sanna ospite in un brano al piano Rhodes e al bas synth): come dire quanto di meglio è possibile oggi ascoltare in fatto di jazz nell’area della Capitale. La musica concepita da Maresca, resa viva con la fattiva collaborazione della sua band, tiene insieme tante cose: il jazz meno ortodosso (a prescindere dal fatto che sia più contemporaneo o mainstream) con lo hardcore (le influenze del leader parlano, tra le altre, di band quali Primus e Shellac), suggestioni di elettronica (Kraftwerk) con il genere industrial (Einstürzende Neubauten) e con la musica da camera citata nel titolo. Il risultato è sorprendentemente organico, date le quasi contraddittorie premesse di partenza e data anche un’altra delle caratteristiche della band guidata da Maresca, rivelata dal suo stesso nome. Ovvero l’uso dell’errore come elemento creativo, che spinge l’improvvisatore coraggioso a battere strade non previste. Quello che ne viene fuori è un album interessantissimo sotto l’aspetto formale e sotto quello sostanziale, dal punto di vista compositivo, delle improvvisazioni e delle performance individuali. Assolutamente rimarchevole quella di Morello, interlocutore ideale per un progetto dai confini così aperti, protagonista di un solo vecchia scuola revisited su “Auting Out”, di scambi mai banali su “Speedball” e di una dimostrazione di assoluta maestria con le spazzole su “Nodo in Gola”.