ITA Gazzetta del Mezzogiorno, Ugo Sbisà (dec.2012)

Una “Magnolia” profumata di minimalismo – Esce per l’etichetta pugliese «Auand» il nuovo disco del pianista Mirko Signorile
“Ho immaginato storie, ho cercato visi”. Queste poche parole tratte dal breve testo introduttivo di Magnolia, il nuovo disco del pianista Mirko Signorile edito dalla pugliese Auand, costituiscono la traccia da seguire per addentrarsi tra i brani in scaletta, ognuno dei quali sembra appunto voler rispondere a un’esigenza narrativa. Ed è proprio la narrativa, intesa in senso ampio, quasi cinematografico, la chiave di lettura fondamentale di un disco che, dopo le avventure yiddish in duo con Giovanna Carone (peraltro ospite anche in un brano di questa incisione), compie un passo in avanti rispetto al materiale compositivo contenuto in Clessidra, allontanandosi sensibilmente da quel terreno jazzistico che, negli anni passati, aveva visto Signorile mettersi in mostra come talento emergente della scena nazionale. Qui il jazz appare sempre di più come un continente lontano, pur se ancora in grado di produrre significative suggestioni, che si colgono fondamentalmente nei brevi momenti nei quali il materiale compositivo viene sottoposto a qualche sviluppo. Il filone principale, infatti, appare più quello di un minimalismo che tende a fondere, se mai è possibile, l’iteratività di alcune cellule melodiche di stampo «nymaniano» (ma qua e là anche à la Satie) con atmosfere giocose derivate da Rota e colori di un pianismo europeo che strizza l’occhio alla Scandinavia con epigoni come Svensson o Tingvall.
Compagni di viaggio di Signorile in questa impresa sono la violoncellista Giovanna Buccarella, che ad esempio intreccia suggestivamente il suo archetto col pianoforte del leader nel bell’Autoritratto, una bossa triste alla Jobim. E poi ancora Giorgio Vendola al contrabbasso, Fabio Accardi alla batteria e Cesare Pastanella alle percussioni. […]