ITA Giornale della Musica, Enrico Bettinello (oct.2015)

Dopo un’estate ricca di temi e stimoli (nonché delle immancabili, annesse, polemiche) per il jazz italiano, le prime settimane d’autunno stanno registrando l’uscita di molti bellissimi dischi, che testimoniano un felice momento della scena musicale di casa nostra.
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Colpisce anche il nuovo lavoro del chitarrista Francesco Diodati, quest’anno agli onori delle cronache anche per il suo ruolo centrale nel nuovo gruppo di Enrico Rava. Flow Home (Auand) vive innanzitutto della felice scelta timbrica, con una formazione che oltre a Diodati vede impegnati il trombettista Francesco Lento, la tuba di Glauco Benedetti, il pianoforte di Enrico Zanisi e la batteria di Enrico Morello.
Musicista che fa un uso sapiente delle risorse timbriche del proprio strumento e che, forse in ragione di questo, lavoro molto sugli spazi, Diodati rivela nelle nove belle composizioni del disco (una è una rilettura della monkiana “Played Twice”) una capacità di tessere atmosfere inquiete e calde al tempo stesso (un po’ “friselliane” per darvi un’idea), capaci di accensioni taglienti come in “Lost” o di un melodiare sornione come in “Flow”. Autunnale e molto bello.
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