ITA Giornale della Musica, Enrico Bettinello (oct.2015)

Dopo un’estate ricca di temi e stimoli (nonché delle immancabili, annesse, polemiche) per il jazz italiano, le prime settimane d’autunno stanno registrando l’uscita di molti bellissimi dischi, che testimoniano un felice momento della scena musicale di casa nostra.
Iniziamo dal pianista fiorentino Simone Graziano, che sforna un eccellente disco come Trentacinque (Auand), con una formazione che conferma quasi completamente quella del precedente Frontal, con Dave Binney al contralto, Dan Kinzelman al tenore al posto di Chris Speed, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria.
Graziano sembra avere raggiunto una felicissima maturità compositiva, che si manifesta non solo in strutture e temi efficaci, ma anche nella capacità di fare respirare il quintetto secondo coordinate che riprendono alcune delle irrequietezze delle migliori esperienze newyorkesi di oggi per esplorare atmosfere molto differenti (dalla sfaccettata “B-Polar” al funk colemaniano di “Give Me Some Options”), ma sempre emozionanti. Uno dei migliori dischi dell’anno.
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