ITA Il Fatto Quotidiano, Paolo Odello (jan.2016)

Matteo Bortone, vincitore del Top Jazz 2015, firma come band-leader anche il suo lavoro e ribadisce la direzione musicale già tracciata all’esordio. Con coraggio la sviluppa con “composizioni che alternano elettrico e acustico ad atmosfere più rarefatte esplorando le affinità tra improvvisazione e rock d’avanguardia, dedicando maggiore attenzione al suono di gruppo che non all’aspetto solistico”. Ne arricchisce anzi le sonorità cui affidarsi introducendo nel quartetto strumenti come basso elettrico, synth e clarinetto che apportano nuovo colore alle improvvisazioni. Oltre al leader Matteo Bortone (basso elettrico e contrabbasso), sue la quasi totalità delle composizioni, Antonin-Tri Hoang (sax alto, clarinetto clarinetto basso, Roland synth), Francesco Diodati (chitarra elettrica e acustica) e Ariel Tessier (batteria). Al centro l’immagine, la sua doppia natura, mutevole ma pronta a riproporsi uguale. Time Images si fa racconto, i suoi 11 brani altrettanti fotogrammi che si srotolano senza fretta. Fra brani energici e articolati (Sunday Supermarket, Just Play, Broskar) e ballate introspettive (Crackle e Olvidao), di impronta “corale” (Intro Crackle), o lasciando spazi da protagonista al synth (Tourne e Olvidao #1). In chiusura l’omaggio ai Led Zeppelin, e si rilegge House of the Holy.