ITA il Giornale della Musica, Enrico Bettinello (nov.2009)

Se le Nazioni Unite volessero ingaggiare una band, i Pan Atlantic potrebbero essere una scelta piuttosto azzeccata: sotto questa sigla, infatti, il batterista Bobby Previte (storico collaboratore di John Zorn e Wayne Horvitz, bandiera a stelle&strisce, anche se il cognome tradisce gli antenati italiani) ha riunito un sassofonista austriaco (Wlofgang Puschnig), un tastierista francese (Benoit Delbecq), un bassista elettrico danese (Nils Davidsen) e il nostro Gianluca Petrella al trombone. L’iniziale “Deep Lake” ha sonorità oniriche e dilatate, ma presto arrivano anche le pulsazioni più incalzanti e una capacità di armonizzare le differenti anime e tradizioni dei suoi compagni di avventura attorno a temi dal sapore cinematico (si ascoltino “The Eternity Clause” o l’inizio della title-track). E’ una musica in cui la narrazione è sempre tesa, quasi febbrile (in questo senso la scelta di due fiati irrequieti come Petrella e Puschnig è azzeccatissima), anche se a un certo punto viene voglia di ascoltarli dal vivo, più che seduti comodamente nel divano. Non è detto sia un difetto.