ITA il Giornale della Musica, Paolo Carradori (dic.2008)

Coerenti con un catalogo trasversale dai sapori contemporanei, ecco due novità Auand in cui incontrare musicisti che esprimono l’urgenza progettuale di una ricerca che ricorda le avanguardie newyorkesi anni Ottanta, dilatandone gli orizzonti creativi. In I Like Too Much, live registrato nell’estate 2007 a Sogliano Cavour, sax, chitarra e batteria tessono una trama ricca che trova forza espressiva nel magico equilibrio tra il rigore dell’equilibrio e la sua ciclica frantumazione. Partipilo alterna linguaggio nervoso e guizzante (“12 in Sogliano”) a paesaggi sonori di notevole personalizzazione (“Celluloide”), rischiando però l’omologazione del suono con l’uso del laptop. Okazaki fa da collante tra i vari scenari con classe, supporto ritmico e uscite solistiche che frullano voglie melodiche con ambientazioni astratte (“Ingratitude”). Weiss è mirabile nel dosaggio di un accompagnamento frastagliato mai ripetitivo e tracce percussive esposive.

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