ITA Il Mattatoio, Marcello Masneri (oct.2015)

Francesco Diodati pubblica il suo terzo album da leader, Flow, Home. Il Cd è senz’altro ricco di esercizi di gran tecnica e stile dei musicisti protagonisti che sono Francesco Lento alla tromba, Enrico Zanisi al pianoforte, Enrico Morello alla batteria, Glauco Benedetti al bassotuba. Insieme a Diodati sono gli YELLOW SQUEEDS. I ragazzi da anni riscuotono grandi consensi di critica e di pubblico.
Chissà se il Flow del titolo indica la sequenza di rime rap, come stabilisce la traduzione dall’inglese, o indica solo un flusso di note che vanno dove vuole l’ascoltatore. Il primo brano, Split, è davvero un flusso di note che dal timbro jazz passa con disinvoltura alle sonorità progressive mettendo in mostra la felice vena compositiva di Diodati (i pezzi sono tutti suoi tranne un omaggio a T. Monk Played Twice) e facendoci scoprire il bassotuba di Benedetti.
Nello psichedelico Believe prevale il duello tra chitarra elettrica e tromba. La breve traccia Folk Song spezza il ritmo dei brani precedenti proponendo un delicato dialogo tra tromba e pianoforte. Nell’omaggio a Monk la tromba di Lento prova a fare la parte melodica che fu di Coltrane nella celebre versione del Monk Quintet. Il risultato è buono perché lo standard monkiano risplende in chiave moderna, acustica, con il felice intreccio tra il pianoforte di Zanisi e il sempre sottile e raffinato sound della tromba di Lento; Enrico Morello partecipa egregiamente, senza prevalere e senza disturbare.
L’ultimo brano, Casa do Amor, chiude l’album segnando una raggiunta pace dei suoni, con una batteria dalle sequenze più pop che jazz, accompagnata da una semplicissima, ma non banale, linea melodica della tromba di Lento, coadiuvata da un bel solo di Benedetti.
Abbiamo segnalato i brani che a nostro parere sono sembrati più significativi. La presenza di Francesco Lento, che alterna egregiamente tromba e flicorno, ha nell’album qualcosa di classico e puro che fa da contrappunto alla vena sperimentale che da sempre contraddistingue lo stile di Diodati, fatto soprattutto di uso sapiente degli effetti elettronici al servizio del suo background intriso di studi di chitarra elettrica e classica. Per il suo primo lavoro discografico con il quartetto Neko, Purple Bra, ha ricevuto ottime recensioni da parte della stampa specializzata, in Italia e negli Stati Uniti. Anche Enrico Rava, nelle note di copertina del secondo album Need something strong, ha avuto parole lusinghiere per il giovane chitarrista romano, soprattutto per le sue doti compositive, e noi siamo d’accordo con il buon Rava.