ITA Il Nostro Giornale, Gino Fortunato (feb.16.2002)

Il tagliente trombone di Gianluca Petrella
Ed eccolo, finalmente, il primo CD di Gianluca Petrella: “X-Ray” (Auand AU001).
Il giovane trombonista insignito dal titolo di “Miglior Nuovo Talento del 2001” dalla rivista “Musica Jazz”, si presenta ufficialmente con il suo lavoro di esordio, anche se, ad onor del vero, è da considerarsi un veterano dell’ambiente jazzistico italiano ed in particolare di quella corrente “progressista” che si fa strada da diversi anni a questa parte.
Come avrete capito, Gianluca Petrella non è affatto un musicista di stampo mainstream, quanto un sensibile compositore ed interprete con un’impronta che collega, grazie ad un ponte ideale, il Vecchio ed il Nuovo Continente. Non è infatti raro scorgere nelle trame febbrili di Petrella elementi legati a Mengelsdorff, ma anche a certe intensità ayleriane o dell’ultimo Coltrane.
L’humus culturale non dimentica certe introspezioni liriche che forse sono maggiormente affini alla forma della canzone, come nell’intimista “Femtosecond”. Petrella trova in questo “X-Ray” un alter ego nel baritonista Javier Girotto (splendidi gli unisono col trombone), mentre il ruolo del bassista Paul Rogers (autore del citato “Femtosecond” e del febbrile “Crunch”) puntualizza rutilanti sequenze ed accenti imperiosi, spesso ammiccando al classico 4/4. Francesco Sotgiu è alla batteria, e scelta migliore non poteva essere fatta, in quanto la poliritmia del batterista sardo entra insinuante ed ammiccante nei repentini cambiamenti di tempo, imposti da trombone e sax baritono. Si ascolti la “Reflex” di Petrella, dove il lacernate trombone “in blues”, richiama certe sonorità alla Roswell Rudd, a metà strada tra Europa ed America.
“X-Ray” è pertanto una sintesi perfetta delle esperienze vissute dal ventiseienne trombonista negli ultimi otto anni: da Enrico Rava (emblema vivente di questo ponte “euro-americano”) e l’Orchestre National de Jazz, passando per gli inevitabili ascolti dei mitici vinili, tra il pirotecnico Albert Mengelsdorff ed il “tagliente” Quentin Jackson.
Un disco molto interessante e per certi versi “intrigante”, che presenta un’unica pecca: non è facile trovarlo nella normale catena distributiva. Per poterlo ascoltare è pertanto necessario richiederlo al negozio specializzato su Internet: www.jazzos.com di Marco Valente, noto critico musicale e contrabbassista. Sarebbe un’occasione per scoprire altre succulenti chicche dedicate, naturalmente, a noi “addetti ai lavori”.