ITA ilpopolodelblues.com, Michele Manzotti (feb.2016)

Ha dapprima conquistato i francesi. Cosa non facile non solo per la tradizionale grandeur di Oltralpe, ma anche perché negli anni ’50 e ’60 del Novecento Parigi era la capitale del jazz. Poi ha convinto anche i critici musicali italiani, tanto da aggiudicarsi il Top jazz 2015, il prestigioso premio che la rivista Musica jazz organizza ogni anno. Il contrabbassista Matteo Bortone, insieme ai suoi Travelers, ovvero Antonin–Tri Hoang al sax alto, clarinetti e sintetizzatore, Francesco Diodati alle chitarre e Ariel Tessier alla batteria, ha appena inciso Time Images. Il progetto di Bortone (già al fianco di Alessandro Lanzoni nel trio e del Roberto Gatto Quartet) nasce a Parigi nel 2008, con una doppia anima italo-francese come le nazionalità dei suoi membri. Un progetto a metà strada tra jazz e pop-rock tra melodie e sonorità elettroniche con uno standard di lusso quale Houses Of The Holy di Jimmy Page e Robert Plant. Tutto il resto è firmato da Bortone a partire dall’ambiziosa traccia iniziale Sunday Supermarket dalle cellule melodiche e ritmiche scomposte, al dialogo degli strumenti di Locked Room, la melodia di Olvidao, i momenti canterburiani di Broksar. Top Jazz sicuramente meritato per invenzione e qualità complessiva.