ITA ilpopolodelblues.com, Michele Manzotti (sep.2018)

Tre realtà del jazz italiano (o che comunque hanno scelto l’Italia come base) si sono unite in un progetto che va oltre il jazz stesso. Dan Kinzelman al sax tenore e al clarinetto, Joe Rehmer al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria hanno scelto infatti di seguire in Hobby Horse una strada lastricata di elettronica, momenti rock, sperimentazione. L’improvvisazione diventa strutturale il rapporto tra i tre musicisti è paritario. Se l’ascoltatore è abbastanza allenato può trovare sfumature interessanti a partire dalla traccia titolo iniziale, alla figurazioni melodiche e ritmiche di Cascade, alla riproposta di Born Again Cretin di Robert Wyatt, all’uso delle voci di Amundsen, e alla lunga versione dalle sensazioni quasi sinfoniche di Evidently Chickentown del poeta/musicista punk John Cooper Clarke, caratterizzato dal linguaggio minimalista. Un disco non certo per tutti ma che brilla per originalità e buone idee.