ITA italiainjazz.it, Stefano Dentice (sep.2016)

Cantabilità e melodiosità affascinanti che si amalgamano con equilibrio a un groove assai intenso, ma mai sopra le righe. Canyon è la nuova proposta discografica concepita dal brillante pianista jazz e compositore Antonio Vivenzio che, coadiuvato da Claudio Ottaviano (contrabbasso), Filippo Sala (batteria) e il prestigioso ospite Tino Tracanna (sax soprano in Canyon e Sunday Mood), confeziona un CD in cui figurano sette sue composizioni originali, ad eccezione di In a Sentimental Mood (Duke Ellington), So in Love (Cole Porter) e Saga of Harrison Crabfeathers (Steve Kuhn). In Her Story Vivenzio scandisce la sua elocuzione con sagacia ritmica, centellinando sapientemente le note. Il mood gioioso e distensivo di Canyon, terza traccia del disco, sortisce un immediato effetto benefico. Qui Tracanna sviscera un eloquio adamantino, impreziosito da un’erudita musicalità e da costanti escursioni nel registro acuto con brevi cenni di growl, sostenuto dal costrutto ritmico coloristico e incalzante ideato dal tandem Ottaviano-Sala. Il climax romantico, avvolto da un velato senso di mestizia di Sunday Mood, tocca le corde dell’intimo. Tino Tracanna cesella un sermone improvvisativo che deborda di abbagliante lirismo e pathos evocativo. L’incedere di Vivenzio è particolarmente sobrio, ingemmato da una colta placidità espressiva. In Canyon trasuda una manifesta affinità comunicativa che accomuna i quattro protagonisti di un album in solco contemporary jazz, concepito con gusto e sincerità, in cui non mancano ammiccamenti a una tradizione jazzistica rielaborata in modo personale.