ITA Jazz Convention, Fabio Ciminiera (jan.2019)

Compatto e ben organizzato, Claxxx è un lavoro concepito con cura da Claudio Miotti. Le undici tracce del disco offrono un punto di vista sulle tante suggestioni espressive che ricevono oggi tanto i musicisti quanto gli ascoltatori: rock, rap, avanguardie, elettronica e, naturalmente, jazz si affiancano nei riferimenti proposti da Miotti nelle dieci composizioni – la title track, Claxxx, viene ripresa due volte nel corso del disco – e si intrecciano in maniera indissolubile quanto scorrevole nel discorso complessivo. Un discorso ulteriormente caratterizzato dalla scelta di strumenti dal registro molto particolare: scuro ma non troppo, con una personalità spiccata e accogliente.
Claxxx sembra così raccontarci come le nostre esperienze di ascolto siano spesso ormai frammentarie e bulimiche, come materiali di provenienza diversa si accostino con fratture e salti improvvisi, come spesso la scelta dei brani che incrociamo non sia nemmeno del tutto determinata dalle nostri intenzioni. Miotti, Pastorino e Pinet gestiscono il tutto con passo agile – serrato e, al tempo stesso, tranquillo – e con una strategia molto efficace: vale a dire, lasciano fluire gli spunti senza opporre resistenza e sistemano melodie convincenti su un binario altrettanto solido di ritmi, sonorità e atmosfere, di volta in volta, diverse. Alcune cellule sonore tornano o vengono evocate nelle varie tracce e, se da una parte offrono un fil rouge, dall’altra rivelano le trasformazioni dello stesso materiale a seconda della prospettiva con cui il trio lo interpreta. E questo diventa ancor più chiaro, come si diceva sopra, per la stessa Claxxx, proposta dal trio in apertura e poi, quasi in chiusura, con il fulmineo rap di Raajaajee. La varietà delle situazioni proposta è tale da rendere artificiosa ogni tesi precostituita e, quindi, ogni sfaccettatura proposta viene sviluppata in maniera aperta, così che anche l’ascoltatore possa aggiungere il senso delle sue esperienze al filo emotivo della musica e possa calarsi all’interno del gioco architettato da Miotti.