ITA Jazz Magazine, Alessandro Staiti (feb.2008)

Nonostante abbia in background parecchie esperienze di lusso (Rava, Tononi, Cavallanti, Maier), Roberto Cecchetto ha impiegato molti anni per approdare alla sua prima vera prova da titolare, coincidente con la tredicesima emissione dell’ammirevole Auand. Con un titolo, Downtown, che evoca i celebri locali situati nell’omonima zona di New York, l’evoluto chitarrista si immerge liberamente in quelle innovative sonorità urbane, accompagnato da due partner perfetti allo scopo, il solido contrabbassista Giovanni Maier e il raffinato batterista/percussionista/manipolatore Michele Rabbia. Le precise ispirazioni provenienti da Oltreoceano non limitano affatto la creatività del trio, che evita abilmente di inciampare nella semplice citazione o nel calligrafismo, riuscendo anzi a far proprie le varie influenze prese a riferimento, adattandole con estrema classe e logica alla personale estetica. Ora leggera e delicata, ora potente e affilata, la stupenda ritmica Maier/Rabbia permette a Cecchetto di giostrare in lungo e in largo tra i solchi del disco, in cui spiccano sonorità acide e aggriccianti, momenti di avvolgente folk elettroacustico, parentesi sospese e aleatorie, omaggi agli eroi vecchi e nuovi della sei corde.