ITA JazzColours, Davide Susa (nov.2013)

Altro progetto interessante, dal respiro fortemente internazionale, prodotto da Auand Records, “Frontal”, nuovo lavoro del pianista fiorentino Simone Graziano, inserito nella categoria Migliori Nuovi Talenti nel Top Jazz 2012 della rivista Musica Jazz. L’ascoltatore si trova di fronte ad una band costituita dal trio del leader con l’aggiunta di due sassofonisti di primo piano della scena improvvisativa newyorkese: Chris Speed al tenore e David Binney al contralto. L’album è costituito da musiche originali, composte e arrangiate dal pianista, in cui si ritrovano gli elementi principali della sua concezione musicale: temi melodici e armonicamente ricchi, inseriti in architetture ritmiche articolate, dove Evangelista e Tamborrino, basso e batteria, non si limitano a tenere il tempo, ma con il loro lavoro riescono efficacemente a sottolineare e valorizzare le composizioni e creare ampio spazio al virtuosismo dei sassofoni, che fanno del dialogo una caratteristica fondamentale di questo progetto. Frontal rappresenta un riassunto delle emozioni del disco, partendo dal caos musicale che va a smorzarsi in atmosfere sempre più riflessive. Da segnalare le ballad Lucyne, dove su un drumming frastagliato, il pianoforte crea una struttura armonica dolce per un’improvvisazione melodica di Binney; e Rock Song #2, con la melodia che rincorre il tema e l’improvvisazione di Graziano e Speed. Ma anche Takehiko, motivo sghembo ripetuto su un ritmo incalzante della batteria, a cui si alternano improvvisazioni di pianoforte, tenore e contralto, che evocano paesaggi solitari e melodici. As a First Point, invece, è costruita su una ritmica frammentata e funky dove il contralto rovescia un torrente di note, poi segue un bridge dove contrabbasso e pianoforte richiamano la notte ed il silenzio. L’album si conclude con un brano in solitaria, Carolina, dove il pianismo di Graziano si fa delicato, sensuale e tematico. Un Cd che intriga al primo ascolto per il suono moderno, che si potrebbe tranquillamente ascoltare in un club di New York. Una progetto che conferma quanto alcuni musicisti di jazz italiani possano presentarsi sul palcoscenico internazionale senza alcun timore reverenziale. Una musica che vale la pena avere nel proprio lettore sempre pronta a stupirci.