ITA JazzColours, Leonardo Lodato (jun.2012)

Fortuna che Giovanni Francesca da Benevento, un bel giorno, è tornato sui suoi passi e, smessi gli scarpini da Ibrahimovic in fiore, ha staccato la chitarra dal chiodo a cui l’aveva tristemente ap- pesa, e, facendo felice suo padre, ha cominciato a regalare alcuni piccoli gioielli di composizione che, adesso, riuniti in questo Genesi, rappresen- tano forse il passo più importante della carriera di questo chitarrista che definire semplicemente jazzista sarebbe riduttivo. Partendo proprio dal brano che dà il titolo all’intero album, si entra subito in armonia con il mondo musicale di Fran- cesca. Un mondo fatto di jazz, certo, ma anche di rock, del progressive dei Genesis, di new age e di certe sinfonie care a chi ha frequentato e continua a frequentare, chitarristi del calibro di Mike Stern, John Scofield e Pat Metheny. Ma che i paragoni non sminuiscano il lavoro di questo bravissimo chitarrista né, tantomeno, quello dei suoi “gregari” che, al momento opportuno, sanno trasformarsi in attenti solisti dallo scatto rapido. Lo sono Raffaele Tiseo e Luca Aquino, ma anche Marco Bardoscia e Gianluca Brugnano e quel nu- trito gruppo che rappresenta la squadra di ospiti di questo disco. Montevideo descrive alla perfe- zione lo stato di grazia di questo ensemble, con la sua ritmica incalzante supportata dal basso di Davide Costagliola, certi suoni a metà strada tra Pink Floyd e un immaginario cinematografico che si apre attraverso gli accordi della chitarra di Francesca. Paesìa gioca invece su suoni spezzati, milesdavisiani, allegri e sorridenti, carichi di pas- sioni e contraddizioni. Se siete convinti che Quarto Miglio sia soltanto un quartiere di Roma tra Via Appia Antica e Capannelle, vi sbagliate di grosso: qui si tratta di poesia allo stato puro, dall’intro di Cristiano Della Corte e il suo violon- cello, passando per il piano di Antonello Ra- puano. Sono le ultime note di una lunga cavalcata nell’immaginifico mondo di un compo- sitore che conquista il cuore dell’ascoltatore, che lascia la passerella finale ai suoi collaboratori e, come se scorressero degli ideali titoli di coda, in- vita ad ascoltare e riascoltare questo Cd.