ITA Jazz Convention, Dino Plasmati (sep.2010)

Con questo cd, a firma del chitarrista romano Francesco Diodati col suo progetto Neko, la casa discografica pugliese Auand aggiunge un altro tassello importante alla sua produzione internazionale di certo jazz contemporaneo.
Dieci tracce, nove firmate dal leader del progetto, una di Buckley/Tighe, compongono un cd che si pone tra le più valide proposte del jazz italiano di ispirazione nord americana.
Evidente una certa assonanza, già dalla prima traccia Kort, al mentore chitarrista americano Kurt Rosenwinkel (presente anche nei ringraziamenti). Un brano, il primo, con tema d’impatto, con unisoni, inflessioni armoniche e scansioni ritmiche ben precise; i soli si aprono su strutture armoniche diluite in un ottimo interplay. Ci si studia e si crea!
Di più ampio respiro la ballad Neko, dalle sonorità limpide e cristalline, dove sbuca un melodico solo di contrabbasso, trattenuto dalle armonie da bella song…
Più aggressiva risulta la title-track, Purple Bra, composta all’inizio su un ostinato chitarristico che sottende a quasi tutto il brano, anche dove è presente un certo dialogo tra chitarra e sassofono. Belle le aperture solistiche del sassofono tenore di Bigoni, sempre attento alle evoluzioni del brano e preciso nei suoi interventi. D’altronde come lo stesso Diodati, moderno ma mai sopraffatto dalla tecnologia e dagli effetti tanto cari ai chitarristi.
Bella la ballad Suvi, con Diodati alla chitarra acustica, dalle sonorità breckeriane. Bello ancora il solo di Bigoni sulla bossa Finale Aspettato, dalle sonorità languide e riflessive. E ancora il mozzafiato tema di Krashing minds, che ripropone il forte interplay del sassofono e della chitarra in un dialogo serrato su un lavoro ritmico ordinato e preciso.
Insomma, un disco interessante realizzato da un quartetto giovane che si pone all’attenzione della critica e del pubblico con un progetto fresco e brillante.